La Federazione Gilda Unams non firma un contratto che cancella alcune deroghe dopo averle già applicate
La FGU – Federazione Gilda UNAMS non ha sottoscritto il CCNI sulla mobilità del personale docente, educativo e ATA per il triennio 2025/2026 – 2027/2028 perché il testo definitivo introduce un grave arretramento rispetto a quanto previsto nell’ipotesi di contratto e nell’ordinanza ministeriale dell’anno precedente, sulla base delle quali si è già svolta una tornata di mobilità.
In particolare, nell’ipotesi di CCNI e nella relativa ordinanza era stata prevista la deroga al vincolo triennale per i docenti con genitori ultrasessantacinquenni, misura che aveva rappresentato un importante strumento di tutela per il ricongiungimento familiare.
Nel testo definitivo del contratto, invece, questa deroga viene eliminata dopo appena un anno, nonostante molti docenti abbiano fatto affidamento su quella previsione normativa, accettando l’immissione in ruolo anche lontano dalla propria residenza proprio nella prospettiva di poterne beneficiare.
“Non è accettabile cambiare le regole dopo che migliaia di docenti hanno già preso decisioni importanti sulla base di quelle stesse regole”, dichiara Vito Carlo Castellana. “Molti insegnanti hanno accettato il ruolo lontano da casa contando sulla possibilità di utilizzare la deroga per assistere i propri genitori ultrasessantacinquenni. Cancellarla dopo un anno significa tradire un affidamento legittimo dei lavoratori”.
A ciò si aggiunge un’ulteriore penalizzazione: la deroga legata alla presenza di figli minori viene ridotta, abbassando la soglia da 16 a 14 anni. Anche in questo caso si tratta di un arretramento evidente rispetto alle tutele precedentemente riconosciute.
“Sulle condizioni che permettono ai docenti di conciliare lavoro e famiglia non si può arretrare, voglio ricordare che l’obbligo scolastico è previsto fino ai 16 anni e i ragazzi hanno diritto ad avere i genitori accanto in una fase così delicata della propria adolescenza.”, prosegue Castellana. “La scuola italiana ha già migliaia di insegnanti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa. Ridurre le deroghe significa aggravare ulteriormente una situazione già molto difficile”. Perché con i concorsi su base regionale, il problema della mobilità quasi sempre è all’interno della stessa regione, nonostante all’opinione pubblica si voglia far passare l’idea che ci sia una questione nord-sud.
La Federazione prende atto dello sforzo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito di recuperare tali deroghe nel prossimo contratto relativo alle utilizzazioni e alle assegnazioni provvisorie, che rappresenta un passaggio importante per consentire almeno in parte il ricongiungimento familiare.
“Apprezziamo il tentativo di recuperare queste tutele nel contratto sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie”, sottolinea ancora Castellana, “ma resta il fatto che non si possono togliere diritti dopo averli riconosciuti e dopo aver già svolto una procedura di mobilità con quelle regole”.
La FGU – Federazione Gilda UNAMS continuerà a battersi affinché nel prossimo confronto contrattuale vengano ripristinate pienamente le deroghe eliminate e garantita certezza delle regole, nel rispetto dei diritti dei docenti e delle loro famiglie.
COMUNICATO STAMPA
SCUOLA, CARTA DOCENTE, GILDA: DECURTAZIONE BONUS PENALIZZA I DOCENTI
“Carta Docente è nata male e prosegue allo stesso modo, soprattutto a seguito della decurtazione a 383 euro. Probabilmente, sarebbe stato più utile, già nel 2017, che quelle risorse fossero andate a finire direttamente sul contratto, in quel modo, le avremmo avute pensionabili e nel frattempo aggiornate insieme ai contratti collettivi nazionali. In questo modo, invece, lo strumento si è impoverito e negli anni ha solo arricchito e foraggiato spesso gli enti di formazione. Oggi, il risultato è stato solo aver creato una guerra all’interno della categoria tra docenti di ruolo e non di ruolo, con i vari ricorsi che hanno arricchito gli avvocati e che hanno portato ad una decurtazione importante del bonus, che solo parzialmente vene compensata dai 281milioni che, a quanto pare, saranno distribuiti alle scuole per i materiali e la formazione”.
E’ il commento del coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana a seguito dell’incontro tra sindacati e Ministero su Carta Docente.
“Noi da sempre – continua Castellana - abbiamo una richiesta, ovvero rendere deducibili tutte le spese di formazione e di aggiornamento o per l’acquisto di libri o per tutto quello che serve agli insegnanti. Questa ci sembra l’unica strada da percorrere, al di là di inutili piattaforme o tempi di attesa che, come abbiamo visto in tutti questi anni, hanno solo penalizzato il personale docente”
Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti
Roma, 5 marzo 2026
Il 4 marzo 2026 nasce la Gilda insegnanti della BAT!
A Giuseppe Olimpio de Tullio i più sinceri auguri per questo nuovo traguardo professionale. I docenti della BAT avranno come punto di riferimento un insegnante attento, competente e carismatico.
Congratulazioni anche al neo direttivo della Gilda BAT! Ad maiora!
Maria Mastropierro e i colleghi della Gilda degli insegnanti di Bari
Per la compilazione delle domande riceveremo i nostri ISCRITTI in ordine di arrivo. Per consentire una compilazione agevole e snella delle domande vi preghiamo di recarvi in sede solo quando avrete le idee chiare sull'inserimento delle 20 scuole (valide solo per le supplenze brevi da graduatorie di istituto) e se siete in possesso di SPID/CIE funzionanti e estremi dei titoli da inserire (luogo e data di conseguimento, dicitura esatta del titolo ed eventuale votazione). Lo stesso vale per i titoli di servizio (date di inizio e fine contratto, scuola ecc). Se siete in attesa di conseguire un titolo recatevi in sede solo dopo averlo conseguito. Se l'affluenza sarà eccessiva nelle prime giornate provvederemo a indicarvi una data nella quale tornare. Grazie della collaborazione.
SCUOLA, NERVI GALILEI ALTAMURA, GILDA: CON TRASFERIMENTO LABORATORI, SICUREZZA E DIDATTICA A RISCHIO
“Quanto sta accadendo presso l’ITT Nervi-Galilei di Altamura, dove per lavori di adeguamento sismico disposti dalla Città Metropolitana di Bari, si stanno sacrificando i laboratori tecnologici per ospitare aule ‘temporanee’ del Liceo Scientifico Federico II di Svevia, rappresenta un provvedimento miope che inoltre espone a rischi sulla sicurezza e solleva dubbi sullo sperpero di denaro pubblico”.
E’ quanto denuncia Maria Mastropierro, coordinatrice della Gilda Insegnanti di Bari.
Al centro della decisione contestata vi è il trasferimento dei laboratori tecnologici, vero cuore della didattica dell’Istituto, in sedi provvisorie inadeguate.
“Una scelta che lede il diritto allo studio degli studenti – afferma Mastropierro – e che preoccupa dal punto di vista della sicurezza, sembrano infatti mancare spazi idonei e impianti certificati. Inoltre, lo spostamento temporaneo di attrezzature ad alto valore tecnologico, comporta alti costi di smontaggio, trasporto e rimontaggio”.
I lavori di adeguamento sismico sono necessari e non rinviabili ma questo sta compromettendo il diritto all’istruzione di molti studenti dell’IITT Nervi-Galilei che di fatto viene svuotato dalla sua funzione e dalla sua identità educativa.
“I lavori di edilizia – continua la coordinatrice di Bari – non si risolvono sacrificando i laboratori di un Istituto Tecnologico né smantellando ciò che ne costituisce l’essenza. Chiediamo – conclude – alla Città Metropolitana di Bari, il blocco immediato dei trasferimenti e l’attivazione urgente di soluzioni alternative, che non ledano la didattica laboratoriale e garantiscano la sicurezza di tutte le studentesse e gli studenti”.
Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti
Roma, 27 gennaio 2026
25 Gennaio 2026
Il 25 gennaio a Report si é parlato di scuola e nello specifico di precariato e di “acquisizione” di titoli per scalare le graduatorie. Condividiamo il link dell'intero servizio, che include l'intervento del nostro coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana.
Il tema della selezione per reddito, e non per merito, nella scuola era stato anticipato dal nostro congresso provinciale del 31 marzo scorso.
Speriamo che l’inchiesta di Report serva ad agitare un po’ le acque, perché è inammissibile che in un paese civile si continui ad alimentare il precariato e a incoraggiare la compravendita di titoli culturali per non restare indietro in graduatoria.